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“Seguitemi, vi farò pescatori di uomini”.

Sono Sr. Roshmita, vengo da Orissa (India), noi siamo 4 fratelli, io sono la più giovane  nella mia famiglia, sono cresciuta con i bambini delle famiglie Hindu, cosi che ho conosciuto più i loro dei  che Gesù Cristo, Io andavo a scuola con loro, e giocavo con loro, spesso passavo il mio tempo  assieme a loro. Ogni domenica andavo in chiesa con gli altri, partecipavo alla messa, dopo la messa andavamo per comprare i dolci con i soldi dato dai nostri genitori, a motivo che abbiamo partecipato alla santa messa.

All’età di 13 anni ho iniziato la scuola nella Società Salesiana di  Don Bosco  c’èra possibilità di  avere il catechismo. In questo tempo ho conosciuto la vita di Gesù, ogni tanto io guardavo Gesù Crocifisso e  mi sorgeva il pensiero: chi è questo Gesù? Perché sta sulla croce?  ma riguardo questi dubbi non avevo mai chiesto a nessuno spiegazione. Anche ho conosciuto la storia della vita di San Giovanni Bosco e San Domenico Savio, il pensiero di S. Domenico Savio che diceva: “i miei amici sono Gesù e Maria”, mi toccava così ho voluto fare amicizia con loro  e ascoltando anche i miei genitori. Nella scuola gl’insegnanti ci domandava, al futuro cosa volete fare o cosa avete deciso nella vostra vita? la mia risposta subito era diventare suora ma il desiderio più intimo era diventare un calciatore. Di fronte a tutti gli studenti non potevo dire che diventerò il calciatore perciò subito  rispondevo che diventerò una suora. Io andavo per la prova ogni giorno per il gioco, ma Dio ha le sue vie che non sono le mie… così non ho potuto continuare perché i genitori andavano per il lavoro e sono rimasta a casa per fare la casalinga, Comunque ho pensato di riprendere dopo lo studio. Dopo aver compiuto il mio studio non sapevo dove o cosa fare, cosi aspettavo per i risultati. Mentre ho pensato devo continuare la prova per il gioco del calciatore, il mio fratello mi ha suggerito di andare per l’esperienza al convento con mia cugina che era stata   dalle Suore Missionarie di San Pietro Claver. Ho pensato non  vado perché mai ho parlato con i religiose, avevo visto soltanto i religiosi  insegnanti e infermieri, ho subito risposto al mio fratello non vado perché non ho desiderio di fare queste cose. La mia famiglia mi hanno incoraggiata dicendo che devo andare per fare l’esperienza della vita al convento.

 Così dopo il risultato sono entrata al convento a Bangalore con un’altra  mia cugina. In primo momento,  nella vita che ho visto, le Suore  parlando insieme ho avuto l’impressione che sono unite tra di loro, e vivono come una vera famiglia, mi ha edificata che mi attiravano di rimanere con loro. All’inizio della formazione sono stata molto felice e facevo tutto quello che dovevo fare con entusiasmo. Ho imparato cosa è la vocazione, la lingua inglese, come pregare il Rosario, i canti liturgicì, e le preghiere giacculatorie. Durante questi anni ho conosciuto la nostra Fondatrice, il Carisma e il nostro apostolato. Dopo aver conosciuto, ho sentito veramente la chiamata di Dio, non soltanto per fare le grandi cose, o essere una suora brava ma più importante era per me vivere ogni giorno con la sincerità e salvare le anime per Gesù. Alla fine ho deciso di donare totalmente al Signore la mia vita, così ho fatto la mia prima professione il 6 luglio 2016. Quando io vedo oggi la mia vita passata, che avevo desiderio forte di essere un calciatore? Realmente ho compiuto adesso un calciatore delle Suore Missionarie di San Pietro Claver, dove sto lavorando e giocando insieme con le mie consorelle per vincere per Dio.

Sr Roshmita