60 ANNI DI PROFESSIONE RELIGIOSA DI SUOR FELICITAS


In questa bellissima data ringrazio Dio che mi ha creato per amore. Sono nata circondata d’amore, sono l’ultima figlia di otto fratelli: quattro maschi e tre femmine. Sempre ho ricevuto molto affetto dalla mia famiglia. Era la più coccolata. Sono nata il 7 marzo 1939. Mi pare che in quel tempo la Madre Fondatrice me aveva destinata per la sua Opera. Quando avevo 12 giorni, il 19 marzo sono stata battezzata con il nome di Felicitas, il santo del giorno e con il patrocinio di San Giuseppe, il mio santo preferito. Era domenica.

Mi piaceva frequentare la scuola e le riunioni di famiglia di fine d’anno, compleanni e preparare con le mie sorelle l’abbigliamento e lucidare le scarpe dei miei fratelli le domeniche per andare a Messa tutti insieme. In quel tempo si faceva così.

Quando ho finito la scuola nel paese ai 14 anni ho viaggiato a Burgos con mia zia materna e ho studiato quattro anni nell’accademia. Ho preso cura della mia zia malata, ho imparato a fare iniezioni. Nel centro di studi ho conosciuto Gloria di nome e di vita. Sempre sorrideva, simpatica e più che studiare voleva conversare di religione e fare passeggiate e pregare in qualche Chiesa. Lei sapeva molto della vita religiosa ed ho cominciato a cercare il mio posto. Mi piaceva quelle delle “scarpe bianche” come le chiamavano, erano monache di clausura, ma chiedevano troppa dote. Gli ho chiesto a mio padre e mi ha detto che non poteva e non voleva perdermi. Ho parlato con il mio confessore e molto lieto mi ha guidato all’Istituto di San Pietro Claver. Tardai più di un anno in decidermi e sapere che voleva Dio di me. Con quegli studi che aveva fatto, stavo per ottenere un buon lavoro ma non mi decideva. Mia zia materna, un’altra sorella della mamma voleva che entrasse con lei, nelle Cistercense ma io, un po’ ribelle, sempre le diceva di no. La visitava spesso con la mamma. Anche visitavamo mio fratello Matías nel Seminario e mamma gli portava cose deliziose per mangiare. Ho goduto molto il giorno della sua prima Messa nel paese. Mai avevo visto tanti sacerdoti importanti insieme. Dopo sono stati tutti invitati al pranzo in casa mia preparato da persone amiche, tutto molto gustoso, era una immensa gioia. Mio fratello presto è andato a Londra per imparare l’inglese perché il suo Istituto (Istituto Spagnolo per le Missioni all’Estero) lo aveva destinato in Africa, in Rhodesia del Nord (oggi Zimbabwe).

Ho sofferto molto quando ho dovuto congedarmi da mia zia con la quale viveva a Burgos. Piangeva molto per la mia partenza, rimaneva sola, ma le ho affidato al Padre Cesar, il mio amico e confessore e sapeva che lui la aiuterebbe in tutto.

Ai 18 anni, con un’altra giovane, entrai nel convento a Madrid il 17 dicembre 1957. In giugno 1958 abbiamo viaggiato a Roma e abbiamo cominciato il noviziato il 21 novembre 1958. Una grande gioia! La Maestra, Suor Romana che era molto buona e un gruppo di sedici novizie ci hanno ricevuto lietamente. Tutto era nuovo e il ritmo di vita, le istruzioni, i obblighi e perfino i muri parlavano di Gesù. Contenta ho scoperto piano piano che quello era il mio posto. Ho fatto la professione religiosa il 6 gennaio 1961. A febbraio dello stesso anno mi hanno inviato con altre due consorelle a Dublino per imparare l’inglese per andare in Africa, per tre mesi a Uganda dopo ho viaggiato da sola a Lusaka in Zambia. Che illusione andare in missione ai 22 anni! Mi piaceva il clima, la gente, il lavoro, inviare dei libri della nostra stampa in lingue native ad ogni missionario che li chiedeva. Dopo 4 anni di vita africana sono tornata a Madrid per subire un intervento allo stomaco ma con il cambio di clima la malattia è scomparsa. Nel 1971 ho fatto i voti perpetui e dopo alcuni mesi mi hanno mandato a Lisbona, dove sono stata un anno. Il 24 settembre 1972 sono arrivata a Buenos Aires. Allora si celebrava a San Raffaelle patrono dei viaggiatori. Sicura e felice ho integrato la nuova comunità.

E qui sono rimasta tra: Buenos Aires, Montevideo e Brasile, vado e ritorno dove mi inviano e faccio quello che mi chiedono. Felice e contenta celebro i miei 60 anni di consacrata a Gesù e alla missione, sempre cercando crescere nella conoscenza di Gesù ed al servizio dei miei fratelli.

Hna. Felicitas Garrido, sspc



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