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“Non dire: Sono giovane,
ma và da coloro a cui ti manderò
e annunzia ciò che io ti ordinerò.

Sono suor Maureen Okafor, Nigeriana. Sono nata a  Onitsha in una famiglia cattolica da due generazioni. Sono la terza di dieci figli. 

La mia vocazione religiosa è nata mentre frequentavo la scuola superiore. In quel tempo sentivo crescere in me il desiderio di consacrarmi al Signore. Specialmente durante un seminario sulla vocazione religiosa, tenuto da una Suora, sentivo fortemente che questa potrebbe essere anche la mia strada. 

Terminata la scuola, andai dal mio parroco per confidargli il mio interesse per la vita religiosa e chiedere il suo consiglio. Egli, dopo avermi posto varie domande, mi consigliò di conseguire prima il diploma universitario perché così potrei essere più utile nel convento.

Ho seguito il suo consiglio e mi sono iscritta alla facoltà di Ingegneria. All’Università ho incontrato una Religiosa della Congregazione delle Suore Universitarie e le ho parlato del mio interesse per la vita consacrata. Lei mi disse che, essendo ancora una studentessa, potrei intanto entrare a far pare del gruppo giovani, i così dettiservitori dell’altare, questosarebbe un primo passo verso la mia scelta di servire Dio.Lo accettai. 

Mi iscrissi pure alla Legione di Maria. Così ebbi la possibilità di visitare le famiglie che desideravano conoscere meglio Dio attraverso la meditazione della Parola, oppure quelle che non Lo conoscono ancora. Amavo molto questo lavoro missionario.

Però dopo la laurea tutto è cambiato. Siccome quasi immediatamente ho trovato l’impiego – cosa assai difficile nel mio Paese – pensai che probabilmente Dio non mi chiama alla vita religiosa. In più, i miei genitori erano tanto contenti ch’io abbia trovato il lavoro che mi permisero di partire per Abuja, la capitale della Nigeria, benché di là non avevamo nessun parente né conoscente. Abitare e lavorare nella grande città è il più grande sogno, specialmente per i giovani. 

E così il mio desiderio di farmi suora è quasi svanito e pian piano lo sostituivo col progetto di farmi una famiglia. 

Ma il Signore non ha smesso a bussare al mio cuore. Nonostante tutto andasse bene, non mi sentivo soddisfatta, né dell’impiego (prima come ingegnere edile e poi come insegnate), né della proposta matrimoniale. Non capivo più me stessa.

Fortunatamente sono venuta a conoscenza di un movimento laicale del Preziosissimo Sangue di Gesù e ho cominciato a frequentare i loro incontri di preghiera. 

In quel periodo è venuto a mancare mio padre e non avendo un fratello maggiore maschio, mi sono offerta io ad aiutare mia madre a gestire l’azienda di materiali edili di proprietà di mio padre. Così sono tornata nella mia città natale. Qui frequentando lo stesso gruppo di preghiera che ad Abuja, ho riscoperto che Dio veramente mi chiamava alla vita religiosa. 

La Congregazione delle Suore Missionarie di San Pietro Claver ho conosciuto attraverso una mia amica. Attualmente anche lei è Suora nella nostra Congregazione.

Ho sempre desiderato essere una missionaria per parlare alla gente di Dio, e perciò il carisma della Congregazione delle Suore Missionarie di San Pietro Claver, cioè, l’animazione missionaria, mi è molto piaciuto e il motto della nostra Fondatrice, beata Maria Teresa Ledòchowska: “La più divina tra le cose divine, è cooperare alla salvezza delle anime”, mi ha toccato nel profondo del cuore.

E così nel 2013 sono entrata nella comunità delle Suore Claverianead Awgu, in Nigeria. Dopo tre anni di formazione iniziale, ho emesso i Primi Voti Religiosi e sono venuta a Roma per continuare la formazione religiosa nel nostro juniorato internazionale.

Concludendo, vorrei prima di tutto, ringraziare il Signore per la sua infinita pazienza con me: ha aspettato tanti anni finché io dicessi “sì” alla sua chiamata. Posso fare mie le parole di sant'Agostino: Ci hai fatti per te, e inquieto è il nostro cuore finché non riposa in te, Signore.”

E sono felice di far parte della Congregazione delle Suore Missionarie di San Pietro Claver. Lo scopo principale della nostra Congregazione è appunto aiutare i laici a prendere coscienza che ogni cristiano in forza del battesimo è missionario e sostenerli nella realizzazione concreta di tale missione.

Sr Maureen